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Otello Profazio e il Teatro Popolare

SPETTACOLO POPOLARE > Maggio drammatico
OTELLO PROFAZIO E IL TEATRO POPOLARE
 
Per la Cetra è stato il produttore discografico della prima antologia del Maggio drammatico dell’Appennino tosco-emiliano
 
 
Otello Profazio, che  nel 2016 ha ricevuto il Premio Tenco,  importante omaggio alla sua lunga carriera, è ben noto per la sua attività  di ricerca e di riproposta della canzone popolare, oltre che per le centinaia di spettacoli e concerti in Italia e in altri Paesi.
 
Forse è meno nota, ma non secondaria, la sua attività di produttore discografico e di ideatore di trasmissioni per la RAI, radio e televisione. Fin dai primi anni dell’avvento  del folk music revival, l’impegno di ricercatori e cantanti è stato rivolto soprattutto verso la canzone, sconfinando nel giro di pochi anni, in un’avventura commerciale.
 
Anche Profazio ha iniziato la sua carriera con la riproposta della canzone popolare allargando però la sua attenzione ad altre espressioni della cultura del mondo popolare. Ne è un esempio il disco “Riverita e colta udienza. Teatro popolare dell’Appennino tosco-emiliano” (“CETRA” lpp 362, 70), di cui Profazio è stato il produttore. Il disco, pubblicato nel 1977, rappresenta la prima antologia discografica dedicata al Maggio drammatico e fa parte della Collana Folk, diretta da Giancarlo Governi.
 
Della collana della Cetra fanno parte anche i “Reportage” di Profazio, “Guardavalle in Calabria”, “Petina degli Alburni in Campania”, ”Scibilia Nobili”, “I paesi cantano” dove, oltre alle canzoni, trovano spazio altre espressioni della tradizione popolare raccolte dagli informatori e artisti popolari
 
Anche in campo radiofonico e televisivo è stato notevole l’impegno di Otello  Profazio nel documentare e divulgare la musica popolare con numerosi programmi.
 
Alla RAI, nei primi anni ’40 iniziarono le trasmissioni di musica folklorica: fra le tante ideate da Giorgio Nataletti,  trasmesse nel Terzo programma, ricordiamo “Fonte viva”  (1946), “Folklore musicale d’Italia” (1954), “10 serate di musica popolare” e  “Chiara fontana” (1955) che fu la più longeva.
 
Situate in orari spesso non di facile ascolto parevano dedicate a un pubblico colto, cercando di mettere in evidenza l’importanza folklorica dei brani raccolti, per un ascolto, elitario,  quasi un “Folklore da salotto”, dal titolo di una trasmissione radiofonica di quegli anni.
 
Invece , nei primi anni ’70, Otello Profazio con le sue trasmissioni (tra le quali “Prima vi cunto e poi vi canto”, “Il nostro Sud“ e “Quando la gente canta” e tante altre, anche in televisione, fece conoscere a un vasto pubblico la canzone popolare con programmi e orari  di facile ascolto, con notevole successo.
 
                                                                                    g. v.





La prefazione e il testo integrale del disco, nella stesura originale, unito alla traccia musicale per l'ascolto.

















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